Chi sono?

Mi chiamo Lucrezia e ho 22 anni anche se me ne sento 80.

Parto dal presupposto che non mi sento abbastanza e non mi sono mai sentita tale nella mia vita.Non reputavo mai che la mia storia potesse avere “importanza o interesse” ma con il tempo sto imparando a capire che sono una forza della natura;e almeno questo me lo riconosco.

Dicevo che ho 20 anni ma che me ne sento 80 perché con il passare del tempo io non so dove sia finita la vera me,da piccola volevo fare il dottore o il magistrato,volevo partire in guerra per dare un grande contributo alla mia patria.Non avevo sogni comuni come fare la velina o la fotomodella oppure non ero la classica bambina che sognava il principe azzurro sul cavallo bianco ma sognavo di essere rapita da un pirata e che lui potesse innamorarsi di me e salpare contro tutti i mari per difendere il nostro amore.

Anche se poi la realtà non è né una né l’altra.E nella mia vita ho incontrato dei bei STRONZI.

In terzo superiore lavoravo già.A  18 anni sono andata a vivere da sola in città e poco dopo sono partita a Londra e ci sono restata per due anni.

Sono partita perché avevo dei bei sogni,volevo diventare qualcuno nella vita e fare qualcosa per cambiare il mondo;qualcosa che valesse la pena di essere ricordato e qui ,al Sud,non vedevo grandi possibilità. Diciamo però che il mio calvario è iniziato l’estate prima che io iniziassi il primo superiore.Ero con il mio ex fidanzato e svennì.

Chiamarono l’ambulanza ,venni ricoverata per un lieve trauma cranico a causa della forte botta che presi contro il pavimento.

Dopo vari accertamenti mi riscontrarono la lipotemia neuromediatica.”UUh..” che brutta parola ma in realtà è una patalogia che hanno la maggior parte dei giovani e neanche lo sanno ed altro non è che “svenimenti”.

Lo sbaglio avvenne quando il dottore disse di fronte a me, nudo e crudo, che dovevo evitare i luoghi affollati,i concerti,le manifestazioni ecc..e tutte le paure della mia vita ,passate e future ,sono salite a galla.Ho passato lunghi giorni, se non mesi, in cui non riuscivo ad uscire di casa ,poi pian piano la situazione si sbloccò e son riuscita a condurre una vita semi normale,tralasciando il fatto che a scuola per un periodo un giorno si e l’altro pure arrivava per me l’ambulanza e le volte in cui io sia andata in discoteca le posso contare sulla dite di una mano,e la maggior parte delle volte fu un incubo.Mi rifugiai nel lavoro,in questo modo non dovevo pormi il problema delle feste e delle grandi uscite. Sottovalutai quel vaso di pandora che si apriva sempre di più con il tempo.

Ad un certo punti pensai :”Qui devo buttarmi in mezzo ai leoni altrimenti ci rimango secca”. Partì per Londra e ci son rimasta per due anni.

Son tornata da un giorno all’altro perché non riuscivo ad andare nemmeno al lavoro,passavo le giornate da sola chiusa in casa con il timore che non sarei mai potuta ritornare a casa perché vedevo impossibile affrontare quel viaggio da Londra a Monteroni di LECCE ,paesino in cui vivo.

Ma la mia forza di sopravvivenza e l’amore per la mia famiglia mi ha dato la forza e sono atterrata. Da lì ,il peggio sembrava passato ma quel maledetto vaso di pandora aveva deciso di logorarmi fino all’ultimo pezzo della mia anima e del mio corpo.

Cosa ha potuto portarmi tutte queste sofferenze? Una malattia terminale,un tumore o un grave male?Assolutamente no! Io soffro di attacchi di panico ,agorafobia e disturbo d’ansia.

E che sarà mai penserete? E invece no,è un mostro che si impossessa di te fino a quando non ti manca il respiro e ogni maledetta volta tu pensi di morire. Non è una malattia che non ti da scampo e ti porta alla morte o che puoi curare con le medicine. E’ un problema che parte dalla testa,ti svuota e ti fa provare anche molti dolori fisici e anche se non si è mai sentito che qualcuno muoia dopo un attacco di panico ,ogni volta tu pensi che stia giungendo la fine e ogni volta lo speri perché quei minuti indescrivibile ti fanno solo impazzire e tutto quello che viene dopo è un qualcosa di troppo grande.Tu non hai il controllo di te stessa  e non senti la stabilità sotto i piedi.E un po’ come vivere costantemente con una scossa di terremoto che fa tremare la terra sottostante ai tuoi piedi,al tuo corpo e al tuo cuore.

Io mi sono sentita spesso sola.Mai capita e delle volte esagerata.

L’unica al mondo.

Ho creduto che da questo tunnel buio non ne sarei mai uscita e non vi nego che sono nel bel mezzo di questo tunnel nero e io questa luce bianca ancora non l’ho incontrata ed è dura non perdere la speranza,però, io ancora non ho il coraggio di arrendermi e uso qualche parola scritta sul pc come una valvola di sfogo,come un urlo silenzioso .con la speranza di poter far sentire meno sola anche solo una persona.

Grazie per l’attenzione, Lucrezia, una ragazza che sognava di salvare il mondo e ora sogna di salvare se stessa e sogna di riuscire a tornare su quella spiaggia distante 15 minuti da casa sua e guardare il mare senza aver paura di morire